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Gli interni di Casa Romei

 

Al piano terra le stanze conservano la decorazione originale di gusto gotico, soprattutto nella Sala delle Sibille, dove i ritratti femminili, con in mano i cartigli delle profezie, corrono tutt’intorno, stagliandosi contro il verde di una grande siepe. Originale è anche l’imponente camino. Il primo piano fu trasformato nel Cinquecento, soprattutto per volere del cardinale Ippolito II d’Este, che lo trasformò in appartamento privato all’interno del monastero: le sale appaiono decorate con soffitti a grottesche, assai simili a quelli dei palazzi mondani della corte, salvo che qui, per rispetto al luogo sacro, il disegno appare più sobrio e le scene bibliche hanno sostituito quelle mitologiche.
Da notare, nelle fasce, la curiosa presenza di molti animali esotici, quali scimmie e pappagalli, secondo la voga del periodo. Il vasto Salone d’onore presenta, ripetuta più volte, l’aquila bianca, simbolo del cardinale. Un piccolo ambiente, tradizionalmente definito studiolo ma probabilmente l’alcova del Romei, ha conservato il soffitto a cassettoni, decorati al centro da disegni stampati su carta: un artificio allora assai comune, ma di cui sono rimasti pochi esempi.

 

 

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